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Siamo tutti uguali, siamo tutti diversi.

Mi son sempre piaciute le storie, d’altronde scriverle, per me, è una grande passione.
In quest’ultimo periodo ho avuto la fortuna di ascoltare molte storie di persone di età, genere e culture diverse.
Prendendo poi spunto da tante persone che ho conosciuto nella mia vita ho trovato vari fili conduttori che legano le loro vite sotto due/tre aspetti principali.
Chi scappa dal dolore.
Chi cerca un piacere.
O chi da entrambe le cose.

FUGA DAL DOLORE

Premesso che, scappare dal dolore può essere inteso come un piacere e cercare un piacere può essere inteso come scappare dal dolore, ci sono evidenti azioni per capire se una emerge rispetto all’altra.

In generale la fuga e il raggiungimento.
Come interrompere una relazione e iniziarne un’altra.
Come licenziarsi e iniziare un nuovo lavoro.
Come vendere casa e trasferirsi in una nuova.
Come faticare tanto per poi trovare uno stabile riposo.
Insomma il mondo si muove nella direzione dolore piacere. Si sa.
Tutte le storie che ho sentito partono spesso da un disagio per poi trovare una soluzione. In altri casi c’è chi invece ha una soluzione ma è costretto dirigersi in una situazione peggiore. Una ditta fallisce e il lavoro dei sogni termina e si è costretti ad arrangiarsi con quel che si trova.
Succede e purtroppo molto spesso.
Quindi in questo caso da uno stato di piacere ci si dirige ad uno stato di dolore ovviamente per forza maggiore.

INVERSIONE DI ROTTA

Ognuno però reagisce in maniera diversa e in quel reagire che ho scoperto la nostra diversità.
Chi si lascia trasportare dagli eventi e si adatta al sistema che gli impone determinate regole di vita o chi si lascia andare in una depressione o chi si arrende e si accontenta malamente di quello che ha, perché fare un tentativo per migliorare sarebbe rischioso.
Ho però conosciuto chi invece si è imposto alle regole o meglio ha deciso di fare delle scelte per invertire la rotta piacere dolore. Anzi, chi ha avuto l’occasione per andare in una direzione di un piacere più grande rispetto a prima e decidere il proprio destino.
Tutti siamo succubi di un insieme di comportamenti esterni che ci influenzano e, per motivi di istinto di sopravvivenza, attuiamo questi comportamenti per non cadere nello stato di dolore.
Ecco però che in alcuni di noi scatta una sveglia che ci permette di capire innanzitutto chi siamo e cosa ci porta per davvero al piacere. Questo è un atteggiamento proprio, esclusivo, autentico e personale e quindi diverso per ognuno di noi.
Conoscersi è il primo passo.
Rispettarsi è il secondo.
Agire il terzo.

PS. Come si può immaginare in questo blog e dopo aver letto questo articolo si può dedurre che non mi occupo solo di filmmaking.
In realtà la regia, seppur pubblicitaria, dovrebbe conoscere molti aspetti della realtà e della vita, della comunicazione e interpretarli con più ottiche.
Più o meno le stesse “ottiche” che si usano con una telecamera.