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Siamo tutti ad una festa

Avete presente quando siete invitati ad una festa e ci sono molte persone che non conoscete?
Magari c’è qualcuno che si fa notare animando la serata in modo bizzarro, anche con fredde battute per colpire contemporaneamente più persone possibili e magari… ci riesce.
Ci riesce e ha gli occhi addosso di quasi tutte le persone invitate diventando il punto centrale della festa. Le persone sono divertite e si sentono piacevolmente ospiti involontari di uno show improvvisato.

NON TUTTI

E c’è invece, in un angolino della festa , “quel qualcuno” che sta in disparte, ma osserva cosa accade attorno.
Non osserva e non è partecipe all’animazione. Osserva e ascolta cosa dicono le persone che stanno a vedere lo spettacolo. Osserva in particolare chi come lui sta in disparte a parlare con qualche amico o amica.
“Quel qualcuno” decide di avvicinarsi ad un piccolo gruppo e ascolta i discorsi di una ragazza. Dei discorsi sull’ultimo film che ha visto al cinema. “Quel qualcuno” chiede perchè le è piaciuto nonostante sia un film drammatico e molto sofferente. Scopre così dei lati del passato della ragazza e la trova interessante. Il bello è che “quel qualcuno” ha una storia simile alla sua. Si presentano. Si conosco e si scambiano i contatti.

CONNESSIONE

La festa finisce tutti ritornano a casa. Chi ubriaco e chi no. Chi ancora ride dello spettacolo di quel tipo bizzarro di cui non si ricordano il nome. Chi, invece, ha instaurato un contatto, una connessione.

Rispetto all’improvvisato animatore, “quel qualcuno” ha creato una relazione più solida e autentica.
Ha ascoltato, ha chiesto e si è fatto conoscere.
Nasce da quella festa non solo un ricordo ma un legame.
“Quel qualcuno” ha fatto la differenza.
Così dovrebbe essere il mercato o, permettetemi di dire, il mondo.
Non dover piacere a tutti, ma sentire la necessità di creare relazioni.