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Dietrofront

Tra le varie promesse in programma che volevo mantenere nei social c’era quella di realizzare delle dirette video su cosa sto facendo e riflettere tramite dei video su molti aspetti che vanno ben oltre il mio lavoro.
Ho fatto un dietrofront.
Alcuni mi diranno… “Eccolo! Dice una cosa e poi non la fa.” , ma chi mi conosce davvero bene sa che non è da me fare così.
Sarà un periodo che non mi va di stare davanti alla telecamera ( mi ci trovo troppo bene dietro, altrimenti non farei questo lavoro…), sarà che mi piace scrivere ( e questo post e quello precedente ne da una prova), sarà che seguire quello che fanno tutti perchè così si deve fare per promuoversi, avere un pubblico e mantenerlo ecc.. ecc… non è da me.
Infatti perdersi per riscoprire se stessi, per riscoprire i nostri valori è l’atto più importante che si possa fare per andare nella direzione giusta e tutto il resto arriverà da sè.
Non mi interessa in particolare fare video, fare cinema, o scrivere per il piacere di scrivere.
Non mi interessano le storie, nemmeno le persone per quanto belle possano essere.
Mi interessa andare in profondità, mi interessa il nucleo dell’anima, il centro della psiche e quanto è collegato agli altri. Come un filo nascosto. Invisibile ma percepibile.
Mi interessa appunto trasformare l’invisibile in visibile o darne una forma, portare luce nel buio, riuscire a mostrare attraverso le persone, storie, parole, suoni, video e film quella realtà intima, ignota, a volte fragile che percepiamo, ma non osserviamo, o diciamo o nemmeno abbiamo la consapevolezza.
Mi interessa la psicologia, le neuroscienze, la biologia, l’astronomia e tante altre scienze, ma anche non scienze se in qualche modo possano aiutare a dare delle risposte attraverso un pensiero laterale.
Mi interessa arrivare alla cima del monte, per vedere a monte i problemi e non discuterne a valle, perchè in cima c’è il silenzio e se c’è un problema lo si sente bene, mentre a valle c’è solo tanta confusione di un inquieto vivere.
Non mi interessa risolvere il problema, mi interessa vederlo, perchè individuarlo è già una mezza risoluzione.
Come vedere il problema in una madre che non sa più cosa fare e si sente inadeguata nel gestire figli, casa, impegni e lavoro in un mondo che detta regole serrate, etichetta con l’etica, giudica e maltratta. Una madre magari all’apparenza sbagliata perchè ha i suoi particolari interessi, le sue idee, ma che in realtà di sbagliato è solo l’habitat in cui vive.
E non solo, andare a fondo e scoprire e capire che tutto ciò è come un cane che si morde la coda.
Mostrare per riflettere, riflettere per risolvere.
Ho ricominciato a scrivere.