Perché la maggior parte delle agenzie di comunicazione e marketing non funzionano
“Caricano foto e video senza una logica.”
“Le foto sono brutte.”
“I video sembrano girati col cellulare da un ragazzino.”
“I contenuti non mi rappresentano.”
“Il sito fa schifo.”
“Non ho nessun ritorno economico.”
Questi sono commenti reali. Raccolti in 20 anni di confronti con aziende e professionisti che si sono affidati a un’agenzia e ne sono rimasti delusi. Si parla dei primi siti web degli anni 2000 fino ai reel di oggi su TikTok e Instagram. E quello che dicono è vero per almeno il 70% delle agenzie sul mercato.
Perché succede? Qual è il motivo dietro a tanta mediocrità?
Il problema sta nella struttura dell’agenzia. Ve lo anticipo subito.
Aspetta, se non mi conosci mi presento. Sono Samuele Schiavo, regista e filmmaker. Da oltre 20 anni lavoro nella comunicazione digitale, da 10 nella produzione video e nello storytelling. Ho aiutato più di 500 aziende e professionisti a comunicare davvero con il proprio pubblico. Ho fondato un collettivo di professionisti indipendenti per produzioni cinematografiche che si chiama N10 Film.

Il problema è strutturale
Un’agenzia di comunicazione esiste per una cosa sola: far percepire valore e generare risultati attraverso messaggi strategici. Se non fa questo, non sta facendo il suo lavoro.
Il motivo principale per cui fallisce? Non ha abbastanza esperienza al suo interno.
Un’agenzia è un’azienda con costi da sostenere, e uno dei più pesanti è il personale. Allora cosa fa per risparmiare? Affida compiti importanti a persone non qualificate. Neolaureati in marketing, ragazzi che si definiscono social media manager perché hanno gestito una pagina Instagram con qualche migliaio di follower, tirocinanti, figure in prova. A loro vengono affidate campagne pubblicitarie, copywriting, foto, video tutto senza una strategia, senza una logica, senza esperienza reale.
Assumere un vero esperto di fotografia, uno di video, uno di sviluppo web, uno di copywriting costa. Ma è esattamente quello che fa un’agenzia seria.
La soluzione esiste però: un’agenzia può colmare i propri punti deboli affidandosi a collaboratori esterni specializzati un videomaker, un fotografo, un developer. Il problema è che qui emerge un secondo difetto enorme.
Il paradosso delle agenzie di comunicazione è che hanno problemi di comunicazione interna.
Lo so, sembra assurdo. Ma succede. Più reparti, più persone, più collaboratori esterni e nessuno che coordina davvero il flusso di lavoro. Manca un project manager. Manca qualcuno che tenga insieme i pezzi, i ruoli, le scadenze. Senza quella figura, tutto si perde.
La struttura è tutto. Ruoli chiari, competenze solide, coordinamento reale. Se manca uno di questi elementi, il risultato è quello che leggete nei commenti all’inizio.
Cosa dovrebbe fare davvero un’agenzia di comunicazione
1. Strategia prima di tutto
Prima ancora di pensare a un post o a un video, un’agenzia seria fa: analisi del brand, posizionamento, definizione del target, tone of voice. E soprattutto definisce un obiettivo concreto. Non “vogliamo visibilità”. Non “vogliamo visualizzazioni”. Un obiettivo reale: vendere, generare lead qualificati, costruire notorietà in modo misurabile.
Se manca questa parte, tutto il resto è carnevale.
2. Brand la percezione che crei nella mente delle persone
Se il brand è debole, puoi fare anche mille video. Comunicherai poco o nulla.
Il brand si costruisce sui valori. I valori sono la radice il “perché” esiste quell’azienda, quel professionista, quel progetto. È il punto da cui non si può prescindere.
Poi c’è il *come* come vuoi che il brand si manifesti nel mondo. E qui mi discosto da molti esperti che dettano regole rigide: per me il *come* non è una formula. Puoi farlo con foto senza testo, con testi lunghissimi, provocando, lasciando intendere, rompendo ogni convenzione. Le regole ci uniformano. E rompere le regole può essere esattamente la tua voce.
3. Social media, sito web, contenuti
Solo dopo aver definito strategia e brand, l’agenzia gestisce i canali. Crea un piano editoriale coerente, produce contenuti foto, video, grafiche sviluppa il sito o la landing page, cura il copywriting. Tutto coordinato, tutto riconoscibile.
Gestisce la community, non la lascia in balia di commenti senza risposta o critiche ignorate. E a intervalli regolari analizza i dati per capire se si sta andando verso l’obiettivo dichiarato.
Attenzione: non fatevi fregare da chi vi dice che l’obiettivo è “generare leads”. L’obiettivo reale è generare clienti. Clienti veri, di qualità.
4. PR e media relations
Un’agenzia di comunicazione con una marcia in più ha relazioni con la stampa, con gli influencer giusti, e sa creare partnership strategiche.
Non è indispensabile, ma fa la differenza.
Un’agenzia di comunicazione strutturata così non costa necessariamente di più. Può costare nella media, se le persone al suo interno sono davvero esperte, aggiornate e fanno una cosa che non è così scontata come sembra: amano il loro lavoro.